lunedì 1 settembre 2014

La favola del film Dragon Trainer 2.

Pubblicato da Sarita Panza a 10:00 1 commenti Link a questo post
Dragon Trainer 2
Dragon Trainer 2 - la locandina

Draghi volanti, battaglie aeree, voli in picchiata, coraggio, passione, amore per la liberta' e la pace. Questi sono alcuni degli ingredienti del film Dragon Trainer 2.

Mentre eravamo ancora in vacanza, in uno di quei pomeriggi piovosi che a volte capitano in montagna (e pare che quest'anno ne siano capitati diversi...), abbiamo avuto la fortuna di imbatterci nell'anteprima del film Dragon Trainer 2, il secondo capitolo della trilogia ispirata ai libri di Cressida Cowell.

Era un pomeriggio grigio, e gia' fresco: per i piccoli gia' appassionati di Hiccup e del suo drago "furia buia" Sdentato dal primo episodio, non e' stato difficile convincermi ad entrare nel piccolo cinema di provincia. E cosi, carichi di croccanti pop corn, ci siamo seduti nella sala quasi vuota a goderci l'anteprima.

Gia' dalle prime scene mi sono sentita totalmente coinvolta: l'ironia che ha contraddistinto il primo episodio, e' presente anche nel secondo sin dall'inizio (bellissime l'espressioni delle pecore che vengono utilizzate nel torneo iniziale come palle da basket!).

Hiccup e Sdentato
Le prove di volo di Hiccup e Sdentato

A pochi minuti dall'inizio si scoprono delle prime scene di volo spettacolari (immagino poi che vederlo in 3d sia ancora piu' appassionante...). Ed ' un piacere ritrovare Hiccup cresciuto e sempre piu' affiatato nelle prove di volo con il coraggioso drago Sdentato.





Cosi' come il primo episodio, dove Hiccup appare sin dall'inizio come un ragazzo diverso dagli altri, fuori dagli schemi, incapace di catturare draghi, come tutti si aspetterebbero da lui, ed in cui anche la disabilita' fisica viene trattata con una delicatezza ed un'intelligenza sorprendenti, anche questo episodio ha uno spirito differente dai soliti cartoni animati...

In questo episodio Hiccup, dopo aver nella prima parte della sua giovane vita ristabilito la pace nell'isola vichinga di Berk, grazie alla capacita' di ascoltare e parlare ai draghi (leggi: di ascoltare e parlare ai "diversi", a quelli di cui non si sa nulla e che per definizione sono pericolosi) insegue ideali di liberta' , e irrequieto davanti agli schemi precostituiti che il padre tenta inutilmente di imporgli, inizia un percorso - quasi iniziatico - alla ricerca di se stesso.

Hiccup e Valka
Il primo incontro tra Hiccup e Valka
Ed in questo percorso Hiccup ritrova la madre che credeva morta. La storia di Dragon Trainer ci propone una madre che si distingue da quella che normalmente ci propinano gli stereotipi dei cartoni animati (e non solo): una sorta di indomita valchiria che cavalca draghi volanti, che ama la liberta' e la pace, che, come il figlio, riesce a vedere oltre l'orrido aspetto esteriore dei draghi. Valka, questo il nome della madre, rapita dai draghi quando Hiccup era poco piu' che un neonato, rimane affascinata da queste creature e dal loro mondo, e finisce per restare con loro, per proteggerli, anziche' tornare nel suo villaggio, anziche' tornare dal figlio e dal marito.
Intense e dolcissime sono le scene dell'incontro tra Hiccup e la madre. E splendido il fatto che si incentrino sul perdono, sulla voglia di conoscersi e ri-scoprirsi a distanza di anni, anziche' sull'odio e sul rancore per le mancanze del passato.
Volano insieme Hiccup e Valka, saltando da un drago all'altro e da una nuvola all'altra, e nel volo Hiccup conoscendo la madre, (ri)conosce se stesso, la sua passione per la pace, il coraggio, l'amore per la liberta', la capacita' di sussurrare ai draghi, ai diversi. Riconosce il legame forte con la madre, che va oltre la distanza fisica e temporale.

Il mondo dei draghi di Valka viene minacciato da un implacabile cacciatore, Drago Bludvist. Drago e la sua famiglia sono stati in passato colpiti dai draghi e oggi lui, mosso dal rancore, vuole vendicarsi contro tutti i draghi.

Hiccup e Sdentato
Hiccup e Sdentato
Splendida l'ultima "lezione" del film, che mostra di nuovo Hiccup capace di un perdono che Drago non conosce, e che gli consentira' di avere poi la meglio sull'avversario. Hiccup mostra come sia possibile rompere la catena dell'odio e della vendetta, e rompendola arrivare ad un rapporto piu' forte di amicizia e di affetto, tanto forte da poter sconfiggere il lato oscuro.



Stoik
Stoik

Affascinante anche la figura del padre di Hiccup, l'immenso Stoik, che pur essendo rigido nel suo ruolo di capovillaggio, grazie all'amore per il figlio trova la capacita' di cambiare, di ascoltare, di diventare flessibile.

Epiche e spettacolari sono le scene delle battaglie tra i draghi.



Insomma, come avrete capito dalla mio racconto... ho amato questo film!
Mi sono emozionata ed appassionata nel guardarlo. Penso che lo vedremo, come i migliori cartoni animati, altre cento volte insieme ai nani!

Ma soprattutto mi e' piaciuto vedere che possono ancora esistere, ed appassionare i nostri bambini, storie che trasmettono dei valori, dei valori positivi.
Che si va bene... c'e la battaglia ed il combattimento, ma anche dei valori dietro questi.
Che puo' esistere la passione, il coraggio di portare avanti le proprie idee e le proprie scelte anche se non sono in linea con quello che gli altri si aspettano. E che puo' esistere amore anche tra chi decide di fare scelte diverse.

Bello vedere questi valori positivi in un mondo di Tartarughe Ninja e di Ninjago, di Spiderman e di Angry birds, in cui il gusto per il combattimento fine a se stesso prevale quasi su ogni altra cosa.

La morale quindi e'... andate a vederlo! Munitevi di pop corn, e gioite insieme ai vostri figli delle spettacolari scene di volo dello splendido Sdentato.
E... quando uscite... provate ad addestrare anche voi un drago!!

E se non bastasse il mio racconto ad invogliarvi ad andare al cinema, ecco qui il trailer ufficiale.





Spero a voi piaccia come e' piaciuto a me.

Ovviamente, vista la mia nuova passione per i draghi... a breve invito di compleanno con Hiccup e Sdentato come protagonisti!


lunedì 21 luglio 2014

Networking e storie di donne. Primo capitolo: crowdfunding.

Pubblicato da Sarita Panza a 17:00 0 commenti Link a questo post
Fare rete
L'importanza della rete

Ultimamente si parla tanto di "networking" e di quanto sia importante per progredire in vari settori, dal lavoro alla vita privata: il network al lavoro per fare carriera, il network delle mamme per sostenerci nei momenti piu' difficili....

La scorsa settimana ho partecipato ad un corso professionale, durante il quale abbiamo fatto un esercizio che aiutava a capire l'importanza della "rete".

Sino ad oggi non l'avevo capito davvero fino in fondo... ma quando la "rete" e' basata sulla sincerita', sul rispetto reciproco e sulla fiducia, ha una potenzialita' incredibile: puo' dare sicurezza, farci sentire circondate da un ambiente "tranquillo" in cui poter commettere errori e quindi imparare.

Una metafora legata allo sport e' riuscita a farmi comprendere l'importanza della rete.
Avere un buon "network" e' come decidere se fare arrampicata in solitaria o fare salti mortali su una rete. Nel primo caso si e' legati con una sola fune, e se questa si rompe la caduta e' certa e gli effetti rovinosi. Nel secondo caso, anche se una maglia si rompe, in caso di caduta c'e' comunque un'altra parte della rete che puo' sostenerci.

Storicamente nel mondo del lavoro la "rete" e' stata sempre per lo piu' appannaggio degli uomini.
Oggi le donne sono sempre piu' protagoniste, e con la loro presenza forse cambia anche il modo di fare rete.

Ho avuto la fortuna nella vita di incontrare molte persone, tra cui diverse donne che, per un motivo o per un altro hanno in qualche modo lasciato un segno nella mia vita, hanno contribuito dandomi degli insegnamenti, o magari semplicemente accompagnandomi in alcuni momenti della mia vita con le loro risate, con la forza della loro amicizia.
Ed ho scoperto che in realta' loro sono la mia rete!

E cosi' voglio provare a dar loro indietro un po' degli insegnamenti, dell'energie, delle risate che mi hanno regalato negli ultimi anni. E voglio farlo a modo mio: raccontando di loro, o meglio di un loro progetto qui sul blogghino.
Magari alcune delle storie che raccontero' potranno essere di ispirazione anche per alcune donne che leggono queste mie pagine.

Inizio oggi a raccontarvi la prima storia. Oggi vi parlo di Annalisa.

Annalisa e' una donna bionda, alta, con un'energia prorompente che ti contagia.
Quando entra in una stanza la riempie, con la sua statura, con il suo modo di muovere le mani, con la passione che trasmette quando parla del suo lavoro.

Le chiedo qual'e il progetto di cui mi vuole parlare.

Annalisa: "Si tratta di un progetto di 'crowdfunding'" per l'orchestra EtnoMusa (per chi ancora non sa cosa sia il crowdfunding, wikipedia lo definisce cosi': "un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni. È una pratica di micro-finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse.").




EtnoMusa e' un laboratorio che reinterpreta la musica, la danza ed i testi della tradizione musicale trasmessa per via orale.L’obiettivo del laboratorio è di avvicinare e coinvolgere gli studenti intorno a linguaggi musicali di varia estrazione, dimostrando come la musica può unire culture diverse.

EtnoMusa e' un'orchestra composta da circa 20 elementi, tra musicisti e ballerini, studenti della Sapienza ed Ersmus, uniti dalla passione per la cultura etnica, popolare, italiana ed internazionale.
Per scoprire di piu' sui loro progetti potete seguirli sulla loro pagina Facebook!

Io: cosa volete finanziare con il crowdfunding?

A: L'obiettivo e' di raccogliere fondi per supportare le attivita' musicali di EtnoMusa, per realizzare il loro primo CD e finanziare la loro stagione concerti 2014/2015.
Il lato positivo del crowdfunding rispetto alle piu' tradizionali forme di finanziamento, e' che chi decide di contribuire, si sente direttamente coinvolto nel progetto, diventa quasi un co-creatore del nostro programma. E' come se il gruppo dell'orchestra Etnomusa si ingrandisse e diventasse una famiglia piu' allargata. Ed in una famiglia ognuno contribuisce, tenendo conto delle proprie possibilita'. Nel caso del nostro progetto si puo' partecipare con un contributo dai 5 euro in su.
Ad ogni contributo corrisponde un "premio". Nel nostro caso ad esempio si possono "acquistare" CD, posti riservati nelle prime file ai concerti. C'e' anche la possibilita' di acquistare delle lezioni di pizzica! Magari puo' essere il primo passo per poi diventare un membro dell'orchestra a tutti gli effetti. E' possibile contribuire andando direttamente nella piattaforma di Music Raiser, specializzata nel supporto di progetti musicali, che abbiamo scelto per la nostra attivita.
Un'altra caratteristica del crowdfunding e' la trasparenza: in questi progetti, se non si raggiunge la cifra complessiva che ci si era dati come obiettivo, tutti i contribuenti si vedranno restituire il loro apporto.

Io: quindi speriamo che non dobbiate restituire nulla e raggiungiate il vostro obiettivo! Come sei arrivata al progetto di crowdfunding EtnoMusa Sapienza?

A: Dopo tanti anni di lavoro nelle multinazionali ho sentito il bisogno di fare qualcosa di piu’ per gli altri e ho messo la mia esperienza a disposizione del mondo non-profit. Da 4 anni curo la realizzazione di progetti per la Sapienza Università di Roma, del Policlinico Umberto I e di altre organizzazioni non-profit italiane e internazionali, con priorità ai bisogni sociali dei bambini e dei giovani, in quanto attori chiave per i grandi cambiamenti necessari ad un futuro migliore.
Il progetto EtnoMusa mi ha conquistato per il talento di questi ragazzi e per la loro passione per la musica e le danze popolari internazionali. E perche’ la loro musica e loro danze sono una dimensione che unisce e arricchisce tutti. Guardateli e ascoltateli. Meritano il nostro sostegno!

Io: Di quanto mi hai raccontato mi restano 3 cose:
  • la passione: la tua nel raccontarmi di questa avventura; quella dei ragazzi dell'orchestra di Etnomusa che vogliono esprimersi con la loro musica
  • la forza della rete che puo' unire e coinvolgere, canalizzando le energie di tanti verso un singolo obiettivo
  • l'effetto dirompente del crowdfunding che contribuisce ulteriormente a democratizzare l'economia, mettendo alla portata (piu' o meno) di tutti.
A questo punto non mi resta che augurarti in bocca al lupo per questa avventura del crowdfunding con Etnomusa.

E a chi legge...
spero che questa storia possa essere in qualche modo di ispirazione: insieme si possono fare grandi cose!
Io naturalmente nel frattempo ho contribuito al progetto di Etnomusa e mi sono gia' assicurata dei posti in prima fila per i prossimi concerti! E voi volete contribuire?

venerdì 4 luglio 2014

Cosa faro' da grande. Sogni ad occhi aperti. O progetti per il futuro?

Pubblicato da Sarita Panza a 09:00 2 commenti Link a questo post
 
Progetti per il futuro
Verso il futuro

Cosa faro' da grande...


A dire il vero alla tenera eta' di 40plus, non l'ho ancora capito di preciso.

Di tanto in tanto mi metto a pensare al futuro per vedere se qualche idea mi viene. Anche perche' in questi quarant'anni una cosa l'ho capita: quanto piu' si hanno le idee chiare sulla meta che si vuole raggiungere, tanto piu' facile e' che il viaggio ci porti proprio alla destinazione cercata.

Il problema spesso e' che, un po' per mancanza di tempo, un po' per mancanza di coraggio, non e' semplice ritagliarsi il tempo e lo spazio necessari per capire dove andare.

E cosi' oggi ho deciso di mettermi a pensare cosa fara' da grande anche il mio blog. Magari sono solo sogni ad occhi aperti. Magari no. Lo scopriremo nel futuro. Lo scopriremo solo vivendo.

Facciamo finta che tra 3 anni il mio blog diventi grande....

Come lo immagino?

Lo immagino conosciuto!!!
Immagino che invece delle 1000 visite al giorno che oggi - non sempre! - riceve, avra' 10.000 visite al giorno!

Immagino che ogni volta che qualcuno cerchi "idee per feste di compleanno" su google, la mia paginetta, nata un po' per prova ed un po' per scherzo, compaia tra i primi 10 risultati.

Immagino che il mio shop on line si ingrandisca e che possa vendere 30 biglietti al mese (o magari anche di piu'!).

Immagino che il mio blog diventi uno spazio in cui anche altre donne (non necessariamente mamme!) possano condividere la loro passione per la creativita', per la grafica, per la scrittura....
E che il mio spazio possa diventare magari un punto da cui altre idee possano nascere, uno spunto per generare nuove idee.

Immagino nel frattempo di scrivere uno, due o piu' storie, e di poterle pubblicizzare e vendere tramite il mio blog.

Immagino di riuscire a convincere la mia amica dalla "penna magica", capace di realizzare splendidi disegni, a creare una linea di magliette da vendere on line, sempre tramite il blog.

Immagino che un giorno i miei nanerottoli lo scoprano, e si divertano a leggere le cose che ho scritto raccontando di loro, di noi.

Immagino che....
a voi piaccia e continuiate a leggerlo!

E voi, come lo immaginate?
 

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