mercoledì 4 marzo 2015

Futuro rubato.

Pubblicato da Sarita Panza a 10:00
Finalmente sono tornata!
Tornata in Olanda, tornata a scrivere sul mio blogghino, che in questa prima parte del 2015 ho completamente trascurato!!

Questo inizio di anno e’ stato un po’ movimentato: diversi viaggi di lavoro, una promozione di mezzo, per la quale sono ovviamente molto contenta ed orgogliosa, e poi riadattarsi ai ritmi della scuola e del lavoro dopo le vacanze di Natale, soprattutto per i nani.
Ed oggi, dopo tanti giorni di silenzio, voglio raccontarvi di alcune brevi giornate trascorse a Roma.

Sono arrivata a Roma due settimane fa, il giorno successivo alla devastazione di Piazza di Spagna da parte del gruppo di sbandati dell’Olanda.
Che tristezza, che amarezza.
Che amarezza vedere che un gruppo di persone del paese in cui vivo e’ andato a Roma, e l’ha cosi’ oltragiata.
Che tristezza rendersi conto che quello stesso gruppo di persone nel loro paese, o probabilmente nella maggior parte dei paesi europei, dove le regole vengono fatte rispettare, non si sarebbe probabilmente comportato nel modo barbaro che ha usato a Roma.
Che sconforto avere l’ulteriore conferma che in Italia nessuno paga per i propri errori. Mai.

A dire il vero pero’ mi sono lasciata trasportare: non era questo che volevo raccontarvi.
Volevo rin realta' raccontarvi della conversazione avuta con la figlia di una mia carissima amica, una dolce ragazzina di 15 anni, uno splendido esemplare di adolescente, meravigliosa combinazione di bambina in un corpo di donna, di mente adulta nascosta dietro lo sguardo di una fanciulla.
Mi ha colpito parlare con questa ragazza. Mi ha colpito la sua delusione sulle futuro.
Mentre parlava del suo avvenire, mi ha colpito sentirla gia’ sconfortata sulle possibilita’ che il futuro ha da offrirle: “tanto lavoro non si trovera’ comunque, non importa quale scuola scelga ora”.

E allora mi domando: ma cosa abbiamo fatto?? Come abbiamo potuto togliere ai nostri ragazzi la forza di avere un sogno, di illudersi che il mondo ed il futuro che loro costruiranno sara’ migliore. 15 anni dovrebbe essere l’eta’ in cui i sogni sono la realta’ di ogni istante.
In quale momento siamo stati inglobati dalla sotto-cultura del Grande Fratello, iniziata forse con il Drive In degli anni ’80 – per chi ancora se lo ricorda… -, quando e’ stato che ci siamo distratti e abbiamo lasciato che l’individualismo piu’ spinto ed il qualunquismo assoluto si impossessassero completamente di noi?

Ma soprattutto mi domando: come possiamo svegliarci? Cosa puo’ diventare la doccia fredda, ghiacciata che finalmente ci risvegli dal torpore in cui siamo ormai da anni, e finalmente ci faccia iniziare a fare le cose diversamente? Quand’e’ che finalmente toccheremo il fondo per iniziare a risalire la china?
E ancora: come posso regalare ai miei figli quello che per me e’ uno dei doni piu’ grandi, la capacita’ di sognare, e la capacita’ di credere che se per loro qualcosa e’ davvero importante, possono e devono impegnarsi per ottenerla, per farla accadere.

Maria Montessori insegnava che i bambini imparano con l’esempio.
E sapendo questo la sfida diventa ancora piu’ grande. E il peso della responsabilita’ di non passare a loro solo la mia tristezza e lo sconforto per fatti come quello del gruppo di sciocchi olandesi a Roma. Ma l’indignazione per quei fatti, l’indignazione per il non rispetto degli altri.

E ancora piu’ importante diventa per me testimoniar loro ogni giorno il rispetto che ho per loro, come individui, perche’ possano imparare che solo il rispetto di se e degli altri puo’ portare ad una societa’ diversa da quella che oggi abbiamo creato.
E ancora piu’ importante diventa aiutarli a spiegare le ali della loro fantasia, perche’ possano sognare.

Ancora oggi voglio illudermi e sognare che il mondo che loro costruiranno sara’ migliore.


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