domenica 27 gennaio 2013

Basta capricci! In realtà dipende solo da noi.

Pubblicato da Sarita Panza a 23:47
Il viaggio in Argentina fatto a fine anno ha portato con se molti insegnamenti. Uno di questi è quanto possa influire lo stato d'animo della mamma sul numero, frequenza ed intensità dei capricci dei nostri nanerottoli.
Ovviamente non c'è nulla di nuovo in quest'affermazione: lo ho  letto molte volte in libri e manuali vari su come essere le mamme migliori del mondo.... Sperimentarlo in prima persona però, fa più effetto.

Stando in Argentina ho riflettuto molto su quali sono le differenze di stile di vita tra l'Italia e l'Argentina, e su  come i diversi stili di vita possano incidere sul modo che abbiamo di crescere i nostri figli.
Tenete presente che l'Argentina di cui io parlo è Mendoza, una città di circa 1.100.000 abitanti; tenete anche presente che mediamente in Argentina vivono 14 persone per metro quadrato  E' ovvio pensare che lo stile di vita sia diverso rispetto ad una città come Roma, dove si sono circa 330 persone per metro quadrato.
Quando ci sono meno persone, pur avendo ancora tutte le comodità del mondo moderno, si riescono ad apprezzare le cose senza avere la continua sensazione di sentirsi in qualche modo "minacciati" da altri che possono invadere il tuo spazio. Si riduce il senso di claustrofobia che a volte si ha vivendo in una città come Roma, dove, qualsiasi cosa tu decida di fare, ci sono sempre altre migliaia di persone insieme a te. Si riesce, di tanto in tanto, a vivere ancora un senso sano di solitudine, che è quella che ti consente di pensare, di "sentire", non quella solitudine che genera "abbandono" che invece tante volte è presente nelle grandi città.

A Mendoza, uscire di casa ed avere a disposizione un marciapiede di circa 3 metri ti rende meno nervosa, e pur stando attenta ai tuoi cuccioli, eviti di tenerli per mano così forte da fargli male, perché non hai il terrore che possano finire sotto una macchina alla tua minima distrazione.

Andare in un parco grande, dagli spazi ampi e con una visibilità a 360 gradi, frequentato senza essere affollato ti rende più serena e più facilmente lasci i nanerottoli giocare senza assillarli con continui richiami "vieni qui", "non ti allontanare", "dove vai??".
Tutto questo ha due effetti che creano un circolo virtuoso: tu sei più tranquilla, e riesci a gestire i nani con più calma. Loro sono più tranquilli, perché finalmente possono giocare come dovrebbe essere normale, avendo i loro spazi pur rimanendo sotto il tuo sguardo amorevole.

E così, quasi come per magia, i capricci si riducono! E meno capricci ci sono, più sereni sono tutti, alimentando ulteriormente il circolo virtuoso.
Il problema poi è cercare di mantenere questa serenità anche quando si torna a Roma, quando si ricomincia a lavorare, quando si è tutti più stanchi.
Non è cosa facile....

Spesso i miei nani fanno i capricci per attirare l'attenzione, o magari semplicemente perché anche loro sono stanchi. A volte riesco a gestirli ed a contenerli perché il caso vuole che l'esplosione del capriccio capiti in un momento in cui non sono particolarmente stanca ed ho la lucidità per capire cosa loro vogliono davvero e quale può essere la soluzione migliore. Altre volte invece.... la loro esplosione capita proprio come ciliegina sulla torta in una mia giornata storta, in un momento in cui sono particolarmente stanca, o triste, o magari quando anche io avrei bisogno di un po' di conforto, proprio come loro! Ed è li che iniziano le scintille! E tutti i miei migliori intenti di essere una buona educatrice ed una brava madre finiscono in un secondo.... nel secchio, dandomi la sensazione di avere rovinato in 5 minuti di strilli e di sgridate il lavoro magari dell'ultima settimana.
Dopo la tempesta elettrica, in genere torna il sereno, e riusciamo a fare di nuovo pace dopo grandi abbracci.
A volte eccedo nei rimproveri. Quando me ne rendo conto in tempo però provo a chiedere scusa ai miei nanerottoli. In fondo penso anche questo sia un insegnamento: capire che anche la loro mamma non è infallibile, che non è sempre di buonumore, che anche lei è umana, e non sempre riesce ad essere la super-eroina che loro vorrebbero è importante.

Questo post partecipa al BLOG TANK di Donna Moderna.




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